Il cosiddetto PLIS Zoc del Peric (parco locale di interesse sovracomunale) è un’area umida e verde della Brianza che tocca i Comuni di Lurago d’Erba, Alzate Brianza (frazione Fabbrica Durini) e Inverigo (frazione Cremnago) e che è stata per anni ingiustamente dimenticata.
E’ tornata all’attenzione dei local nel 2019, quando sono stati condotti degli studi da esperti e la zona della riserva naturale ampliata.
Qui troviamo sentieri, boschi, distese di campi, stagni ed un vero e proprio rifugio per flora e fauna autoctona. In questo articolo conosceremo la sua storia e scopriremo perché quest’area verde ha molto più da raccontare di quanto sembri.
Prima dei capannoni industriali, prima dell’agricoltura


A oggi siamo abituati ad etichettare la Brianza come una provincia dormitorio costellata da zone industriali. E’ innegabile che la zona sia fra le province italiane più produttive, ma oltre a questa peculiarità ci siamo dimenticati del territorio dal punto di vista naturalistico, anzi geologico.
Prima della distesa di fabbriche, le colline della Brianza hanno avuto una storia geologica di movimento e di trasformazione.
Circa 110.000 – 11.000 anni fa la Brianza era occupata da enormi ghiacciai che scendevano dalle Alpi.
Quando i ghiacciati si sono ritirati, hanno lasciato sul terreno enormi quantità di ghiaia, sabbia, ciottoli, argilla, limo. Questi depositi hanno formato i cosiddetti cordoni morenici: le colline dolci che caratterizzano ancora gran parte della Brianza.
La formazione dello Zoc del Peric è legata ad antichissimi movimenti del terreno. Tra una collina morenica e l’altra si sono create delle depressioni che, grazie alla presenza di argilla e limo nel sottosuolo, trattengono l’acqua in superficie. E’ proprio questa particolare conformazione geologica ad aver permesso la nascita della zona umida che possiamo osservare oggi.
Tuttavia lo Zoc del Peric non è solo un insieme di stagni di acqua ferma: lo stagno alimenta una sorgente che fornisce acqua ad un ex lavatoio e alla Roggia Dulinia. Inoltre è l’habitat naturale di diversi, piccoli ma curiosi esseri viventi.
Dove c’è acqua c’è vita
Attorno e dentro la zona umida dello Zoc del Peric, espressione che in dialetto brianzolo significa Fosso del Perego, si rifugiano e vivono una notevole quantità di anfibi, uccelli e insetti.
Questo parco di interesse sovracomunale è come un polmoncino verde che custodisce una ricca biodiversità di fauna e flora che si ritaglia il suo spazio tra le zone industriali.



Gli uccelli
Tra il 2016 e il 2019 nell’area dello Zoc del Peric sono state osservate ben 110 specie di uccelli. Alcuni vivono stabilmente nell’area, altri invece la utilizzano come punto di sosta durante le migrazioni. Tra le specie più legate agli ambienti umidi troviamo la Gallinella d’acqua, il Martin pescatore e l’Airone cenerino.
La vegetazione
Anche la vegetazione riflette la natura umida dello Zoc. L’ontano nero, tipico delle zone, è una delle specie più presenti. Accanto crescono piante come la salcerella, che durante l’estate si trova ai bordi dello stagno e attira diversi insetti impollinatori.
Gli anfibi
Quelle che comunemente chiamiamo rane sono tra gli abitanti più discreti dello Zoc del Peric, proprio perché sono sensibili alla qualità dell’ambiente, la loro presenza è un indicatore della salute dell’ecosistema. Tra le specie osservate dagli studiosi, alcune sono autoctone della bassa Brianza e della Pianura Padana. Un esempio è la Rana di Lataste, il tritone crestato e la Raganella (di un verde brillante)
Le mie considerazioni



Lo Zoc del Peric non è soltanto un luogo dove passeggiare tra stagni e sentieri. È uno dei pochi posti della Brianza dove geologia, biodiversità e storia del territorio si intrecciano ancora in modo evidente.
Si intravedono ancora tracce di terrazzamenti che un tempo ospitavano orti, frutteti e vigneti. Oggi alcuni lembi pianeggianti sono dedicati alla coltivazione di mais e cereali per l’alimentazione del bestiame. Attorno sopravvivono cascine e percorsi rurali che ricordano quanto l’acqua sia stata una risorsa fondamentale per la vita e l’economia di queste terre.
Conoscere luoghi come questo significa imparare a guardare la Brianza oltre i suoi capannoni e le sue strade, riconoscendo la storia, la biodiversità e il paesaggio che ancora oggi resistono tra una zona industriale e l’altra.
Informazioni per visitare lo Zoc del Peric
📌 L’oasi dello Zoc è sempre accessibile con percorsi e sentieri di difficoltà facile o moderata, sono ben segnalati con dei cartelli
Per iniziative in corso, come la serata delle lucciole, consiglio di seguire 👉 la pagina Facebook tenuta dai volontari
Per informazioni dettagliate visita il sito 👉 Zoc del Peric
Per contattare i volontari ecco la mail 📧 [email protected]
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