Raccogliere castagne in Brianza è un bel modo per trascorrere i pomeriggi autunnali all’aria aperta. La castagna, oltre a essere un frutto squisito, porta con sé tanti bei momenti: le passeggiate nel bosco, le serate intorno al fuoco, le risate, il crepitio della buccia che si apre sulla brace.
Non l’ho mai vista come un modo per depredare i boschi. Anzi, è sempre stata un’occasione per preparare lo zaino con il pranzo al sacco e allontanarsi per qualche pomeriggio dalle vie dello shopping e dai centri commerciali.
Quest’anno evito di custodire solo per me i luoghi segreti dove far castagne in Brianza. Qui di seguito ho raccolto 8 posti dove raccogliere castagne in Brianza, tra la zona lecchese e quella comasca, con le indicazioni su come arrivare, dove parcheggiare e quali sentieri percorrere.
Dove raccogliere castagne in Brianza lecchese

1. Parco di Montevecchia e della Valle del Curone
Il parco regionale è la meta più citata per le castagne in Brianza, ed è facile capire perché: i suoi sentieri attraversano boschi in cui il castagno è l’albero più diffuso. Da Monza si arriva in circa mezz’ora di auto.
Come arrivare e quali percorsi fare:
- Da Sirtori, sentiero n. 10 verso Montevecchia Alta: fin dalla partenza attraversa un bosco prevalentemente di castagni. Gli accessi sono in via Ceregallo, di fronte al civico 5. Dalla stessa via, vicino al civico 25, parte anche il sentiero n. 1.
- Anello da Bagaggera (La Valletta Brianza): si lascia l’auto nel parcheggio sterrato lungo via Bagaggera. Si sale con il sentiero n. 2 nel bosco fino alle cascine La Costa e Amici della Ratta, si prosegue verso le Piramidi e i Cipressi e si scende all’oasi della Galbusera Bianca, per poi tornare passando da Ca’ del Soldato, punto di riferimento del parco. Servono 3-4 ore, con salite dolci, adatto anche alle famiglie.
- Sentiero n. 9 da Montevecchia a Missaglia: passa da località Ghisalba, tra i castagneti. Calcola circa 2 ore di sola andata.
Consiglio: è la zona più frequentata, quindi conviene arrivare la mattina presto, soprattutto nel weekend.
2. Sentiero dei Proverbi (Lissolo, La Valletta Brianza)
È la passeggiata ideale con i bambini: un anello di circa 2 km, molto facile, con soli 50 metri di dislivello, che si percorre in circa 45 minuti. Lungo il percorso 65 cartelli di legno illustrati da Filippo Brunello riportano i proverbi della tradizione brianzola, in dialetto e in italiano. Dopo il borgo, il sentiero prosegue lungo via Trieste e si inoltra nei boschi di castagni.
Come arrivare: si parte da via Lissolo, a La Valletta Brianza, e si parcheggia vicino al ristorante Tetto Brianzolo. Siamo ai margini del Parco del Curone, a circa 40 minuti da Monza.
Consiglio: il sentiero non è adatto ai passeggini, quindi meglio lo zaino porta-bimbi.
3. Eremo di San Genesio (Colle Brianza)

Sulla cima del Monte di Brianza, a 846 metri, sorge l’antico eremo di San Genesio. La salita regala un vantaggio: poco dopo la partenza si incontra un castagneto pianeggiante, perfetto per chi non vuole arrivare fino in cima. Ci sono boschi ricchi di castagni anche intorno alle frazioni di Cagliano e Campsirago.
Come arrivare e quali percorsi fare:
- In auto: si può salire in parte lungo una strada sterrata percorribile in auto. In alternativa si lascia la macchina a Cagliano o a Campsirago e si prosegue a piedi.
- Per gli escursionisti: dalla stazione di Olgiate Molgora si sale passando per Olcellera, Monastirolo e Aizuro, in un fitto bosco di castagni. Il dislivello è di circa 560 metri, la salita dura circa 2 ore e mezza e il percorso è di difficoltà escursionistica (T2).
Consiglio: è una zona molto frequentata, quindi non lasciare mai l’auto in divieto di sosta e rispetta i residenti. In cima c’è un rifugio dove mangiare, e a Campsirago un’osteria.
4. Da Mondonico a Campsirago (Olgiate Molgora)
Un’altra porta d’accesso al Monte di Brianza, all’interno del PLIS del Monte di Brianza. Il sentiero sale da Mondonico, borgo tra i più suggestivi della zona, verso Campsirago, tra boschi dove in autunno il terreno è un vero tappeto di ricci.
Come arrivare: si parcheggia in via Alle Scuole a Mondonico e si imbocca il sentiero da via Madonna del Sasso. Il primo tratto è ripido, poi il percorso diventa più dolce. Chi arriva in treno può partire a piedi dalla stazione di Olgiate Molgora (vedi il percorso per San Genesio).
Consiglio: puoi unirlo all’Eremo di San Genesio per una giornata intera sul Monte di Brianza.
5. Santuario della Madonna del Bosco (Imbersago)
Il santuario seicentesco affacciato sull’Adda è circondato da boschi che sono tra i posti migliori della Brianza per trovare castagne. Per raggiungerlo si sale la Scala Santa, 349 gradini che portano fino alla statua in bronzo di Papa Giovanni XXIII. Dietro il santuario, la scala acciottolata della Via Crucis prosegue nel bosco.
Come arrivare: chi vuole salire a piedi trova parcheggio in via Lecco, di fronte al civico 6, dove parte la scalinata. Chi preferisce arrivare in auto fino al santuario può usare via Madonna del Bosco.
Curiosità: la domenica il bar del santuario è aperto. Poco distante c’è il Traghetto di Leonardo, per chiudere la giornata sull’Adda.
Castagne nella Brianza comasca

6. Carimate e il Parco della Brughiera Briantea
Al confine con Cantù, i boschi di Carimate sono ricchi di castagneti, all’interno del Parco della Brughiera Briantea, uno dei pochi grandi polmoni verdi rimasti tra le zone più urbanizzate della Brianza.
Quali percorsi fare: il sentiero n. 10, che collega Carimate a Cantù, il sentiero Costa Rotonda e il sentiero della Valle Ferranda, con diverse diramazioni.
Come arrivare: gli accessi sono in via Privata del Golf, di fronte al parcheggio al civico 25, e in via alle Muselle, accanto al civico 15.
7. Orrido di Caino ed Eremo di San Salvatore (Erba)

Una gita con un finale scenografico: il sentiero risale la Valle Bova lungo il torrente, tra ponticelli di legno e passaggi su pietre, fino all’Orrido di Caino. Sono circa 7 km andata e ritorno, e in circa 45 minuti si arriva alla gola. Il primo tratto è in salita moderata, poi il percorso si fa più pianeggiante. Al ritorno vale la sosta all’Eremo di San Salvatore, con un grande prato e tavoli da picnic.
Come arrivare: si parcheggia vicino al ristorante Il Glicine, in via Minoretti, in località Crevenna di Erba. Il sentiero parte da una fontana con le indicazioni. Ai tre bivi si tiene la destra, poi dritto, poi di nuovo destra verso l’orrido. In alternativa si può salire in auto da via San Giorgio fino al parcheggio dell’eremo, che però ha solo una ventina di posti.
Consiglio: il fondo è sassoso, quindi servono scarpe impermeabili con suola antiscivolo, e i bastoncini aiutano. Non è adatto ai passeggini.
8. Castagneto di Enco (Rezzago)

A pochi minuti da Canzo, al confine tra la Brianza e il Triangolo Lariano, la selva castanile di Enco è considerata uno dei castagneti più vasti della Lombardia. È molto frequentato, ma talmente esteso che difficilmente si torna a mani vuote.
Come arrivare e quale percorso fare: il Sentiero del Castagno parte dal municipio di Rezzago ed entra nel centro storico da via Annunciata Binda, tra case in pietra e una torre medievale. Prosegue su una mulattiera fino al castagneto di Enco, attraversa il torrente al Ponte di Sopra e si addentra nel bosco secolare fino alla Valle dei Morti, per poi tornare dal Ponte di Sotto. È un anello adatto alle famiglie, con circa 160 metri di dislivello. Per chi vuole un percorso più breve e pianeggiante c’è la variante di Campoè.
Curiosità: lungo il percorso si incontrano anche i funghi di terra, piramidi di erosione che in Lombardia si trovano in pochissimi altri luoghi.
Questa zona, per me, ha un posto speciale nel mio cuore: è proprio nei boschi di Canzo che si trova il castagneto scoperto dallo zio Donato, dove la mia famiglia torna ogni autunno.
Le regole da conoscere prima di raccogliere castagne
Andare a castagne è un piacere, ma i boschi non sono terra di nessuno. Ecco cosa sapere:
- Gran parte dei boschi della Brianza è di proprietà privata
Per il Codice Civile i frutti appartengono al proprietario del terreno (art. 821). - In Lombardia la normativa forestale vieta di raccogliere castagne nei castagneti coltivati senza il consenso del proprietario
Recinzioni, reti e cartelli vanno sempre rispettati. - Resta sui sentieri e raccogli lungo i percorsi, senza entrare nei fondi recintati o curati
- Nelle riserve naturali la raccolta può essere vietata
Prima di partire controlla il regolamento del parco che vuoi visitare. - Raccogli solo quello che ti serve per il consumo personale, e lascia il bosco come l’hai trovato
Cosa portare per andare a castagne
- Guanti spessi, meglio se da giardinaggio: i ricci pungono più di quanto sembri.
- Scarpe da trekking con una buona suola, utili anche per aprire i ricci con il piede.
- Un cestino o un sacchetto di tela: le castagne respirano meglio che nella plastica.
- Pinze o molle da cucina, per raccogliere senza pungersi.
- Acqua, pranzo al sacco e un sacchetto per i rifiuti, da riportare a casa.
Un trucco di famiglia: una volta a casa, metti le castagne in una bacinella d’acqua. Quelle che restano a galla sono quasi sempre bacate, quindi tieni solo quelle che vanno a fondo, e poi via con le caldarroste.
Fonti e approfondimenti
Per preparare questa guida ho consultato portali escursionistici, siti istituzionali e approfondimenti sulla normativa. Se vuoi pianificare la tua uscita nel dettaglio, ecco dove trovare altre informazioni:
- Regole sulla raccolta: Le castagne si possono raccogliere liberamente? Attenzione alla normativa – Università degli Studi di Milano
- Parco di Montevecchia e della Valle del Curone: sito ufficiale del parco, con mappe e sentieri
- Eremo di San Genesio: escursione al Monte San Genesio da Olgiate Molgora – inalto.org
- Castagneto di Enco: il Sentiero del Castagno a Rezzago – Oltrelario
- Eremo di San Salvatore: accesso e parcheggio da Crevenna – Gulliver
- Parco della Brughiera Briantea: sentieri e percorsi nel parco – Sportoutdoor24
- Foto di copertina: Federico Panaiotti