📍 Dove: MUST – Museo del territorio, Villa Sottocasa, via Vittorio Emanuele II 53, Vimercate
📅 Quando: dal 29 ottobre all’11 dicembre, dal lunedì alla domenica, dalle 9:30 alle 19:00 (orario continuato)
🎟️ Ingresso: libero e gratuito, su prenotazione
🔗Clicca QUI per prenotare il tuo ingresso
Vi siete davvero mai chiesti che cosa sia un liocorno? Sì, proprio quello della canzonetta che, imparata da bambini, abita ancora la nostra memoria… perché basta quel jingle dell’incipit per ricordarci che sono due gli animali che solo non si vedono, tra coccodrilli, un orangotango, serpenti e così via, sull’arca di Noè: i liocorni!
Che cos’è un liocorno?
Da bambina mi sono sempre chiesta se il liocorno non avesse a che fare con quel magico cavallo bianco che, mutando appena tre lettere, prende forma nella nostra fantasia e che forse è più diffuso nell’immaginario comune. Ebbene è così: avvicinato erroneamente a lio – lione («leone») nella tradizione popolare, alicorno è frutto di una variazione fonetica del latino tardo unicornus, simbolo di castità e purezza, dal lungo corno spiralato sulla fronte.
La leggenda medievale e rinascimentale vuole, infatti, che l’animale mitologico, indomabile, potesse essere addomesticato soltanto da una vergine. E così mansueto, uno tra i pittori e architetti più celebri del Rinascimento, Raffaello (Urbino, 28 marzo o 6 aprile 1483 – Roma, 6 aprile 1520), tra il 1505 e il 1506, a soli 22 o 23 anni, lo raffigurò tra le braccia di una fanciulla evidentemente di nobile lignaggio, dai lunghi capelli biondi, grandi occhi azzurri che, puntati su di noi, non possono non catturare la nostra attenzione e gote rosse che colorano il candido pallore del suo incarnato, affacciata su un parapetto che taglia a metà lo spoglio paesaggio lacustre sullo sfondo.


La Dama col liocorno di Raffaello: i segreti del dipinto
La Dama col liocorno (fig. 1) è stata scambiata per lungo tempo con una santa, Caterina d’Alessandria; del resto, il piccolo unicorno, celato da strati di ridipinture, è emerso solo nel 1936, in seguito a un intervento di restauro che ha portato alla rimozione degli attributi che accompagnano l’iconografia della santa: la ruota dentata e, come ogni testimone di fede, la palma del martirio (fig. 2).
Preliminarmente, infatti, sono state eseguite delle radiografie che, come penetrano nella nostra pelle, così sono in grado di attraversare la superficie pittorica di un dipinto. Nel nostro caso, hanno portato alla luce il disegno preparatorio e con esso l’idea di Raffaello stesso!
Quella originaria non fu nemmeno di un liocorno, bensì di un cagnolino, un altro soggetto carico di significato, allusivo dell’amore e della fedeltà coniugale. Dunque, una giovane sposa, la cui identità è tanto divisiva quanto misteriosa – ed è forse anche questo a renderla così affascinante –, deve aver ritratto l’urbinate.
La Dama col liocorno a Vimercate: date, orari e prenotazione
La Galleria Borghese, che la conserva, merita senza dubbio una visita, ma non serve prendere il treno per contemplare l’opera raffaellesca: da fine mese, per la precisione dal 29 ottobre all’11 dicembre, sarà la dama con il suo liocorno a raggiungerci.
Chi ha detto che in provincia non accadano cose straordinarie? Da Roma a Vimercate, la tavola vedrà una nuova casa al MUST, per chi non lo conoscesse una formula innovativa di museo – del territorio –, una tra le prime nata proprio in periferia.
Presso Villa Sottocasa, in via Vittorio Emanuele II, 53 si potrà accedere liberamente e gratuitamente dal lunedì alla domenica, dalle 9:30 alle 19:00 (orario continuato) – ma ricordatevi di prenotare!
Il divino Raffaello. La Dama col liocorno è il titolo della IV edizione de La Grande Arte in Brianza, un progetto promosso dalla Fondazione Costruiamo il Futuro, in collaborazione con Gallerie d’Italia (Intesa Sanpaolo) e altri partner, con lo scopo di portare ogni anno un capolavoro della storia dell’arte italiana vicino a noi, offrendo al nostro territorio, comprendendo il lecchese, occasioni di incontro con la bellezza, la cultura e il patrimonio artistico del Bel Paese.
La Grande Arte in Brianza: i capolavori delle edizioni precedenti
Tale ciclo espositivo fu inaugurato tre anni fa dall’arrivo della Madonna del Latte di uno dei più importanti allievi di Leonardo (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519), Marco d’Oggiono – sì, di quella Oggiono! – (Oggiono, 1470 circa – Milano, 1524 circa); la seconda edizione, del 2024, vide come protagonista il Narciso di Caravaggio (Milano, 29 settembre 1571 – Porto Ercole, 18 luglio 1610) e l’anno scorso anche Venere che benda Amore di Tiziano (Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 27 agosto 1576) lasciò Roma, partendo dalla Galleria Borghese.
Direi che non potete perdervi un’opportunità come questa, quindi penna alla mano e segnatevi la data!
Fonti e note
[Fig. 1 – Raffaello Sanzio, Dama col liocorno. Roma, Galleria Borghese]
Dama col liocorno di Raffaello, Galleria Borghese, in mostra a Vimercate
[Fig. 2 – L’opera prima del restauro]
Dama col liocorno di Raffaello prima del restauro, raffigurata come santa Caterina d’Alessandria
- Sull’origine della parola “liocorno” e sulla sua derivazione dal latino tardo unicornus, si veda la voce «liocorno» del Vocabolario etimologico della lingua italiana di Ottorino Pianigiani: etimo.it.
- Raffaello Sanzio, Dama col liocorno, 1505-1506 circa. Roma, Galleria Borghese.
- Sulla storia del dipinto, sul restauro che ha riportato alla luce il liocorno e sulle indagini radiografiche: la scheda dell’opera nel catalogo della Galleria Borghese e la voce Dama col liocorno su Wikipedia.
- L’identità della dama ritratta è ancora oggi dibattuta dalla critica. Le ipotesi principali sono tre: Maddalena Strozzi, moglie di Agnolo Doni; Caterina Gonzaga di Montevecchio, sposa di Ottaviano Gabrielli, conte di Montevecchio; e Giulia Farnese, amante di papa Alessandro VI (cfr. la voce Dama col liocorno su Wikipedia).
- Per il programma, le informazioni sulla mostra e le edizioni precedenti: il sito ufficiale de La Grande Arte in Brianza.
- Marco d’Oggiono, Madonna del Latte. Milano, Pinacoteca Ambrosiana. Protagonista della prima edizione de La Grande Arte in Brianza.
- Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, Narciso. Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini. Protagonista della seconda edizione, nel 2024.
- Tiziano Vecellio, Venere che benda Amore. Roma, Galleria Borghese. Protagonista della terza edizione.