Premio Lissone: la storia del concorso che ha dato vita al MAC

Scopri la storia del Premio Lissone, il concorso d'arte che ha reso Lissone un punto di riferimento dell'arte contemporanea e ha dato vita al MAC

03 Luglio 2026
Facciata del Museo MAC di Lissone

Lissone, cittadina della provincia di Monza e Brianza, è conosciuta – a ragion veduta – come la città del mobile e, per estensione, del design. Meno noto è il fatto che la sua storia più recente sia stata scritta non solo da eccellenti artigiani e progettisti, ma anche da un affiatato gruppo di artisti che, già nel 1925, guardava con interesse all’astrattismo, all’informale e alle nuove figurazioni.

Il Premio Lissone non fu soltanto una delle più importanti manifestazioni dedicate all’arte contemporanea italiana e internazionale, né solo la scintilla che avrebbe portato, anni dopo, alla nascita del MAC – Museo d’Arte Contemporanea. Fu soprattutto il sogno condiviso di un gruppo di artisti – che incontreremo nel corso di questo racconto – deciso a portare le arti figurative e il dibattito culturale anche in provincia.

La sua storia dimostra ancora una volta come siano le persone, prima ancora dei luoghi, a plasmare un territorio: immaginando possibilità che sembrano irrealizzabili e costruendo, con determinazione, percorsi che nessuno avrebbe pensato di intraprendere.

Quando nasce il Premio Lissone

Le origini del Premio Lissone affondano le radici nel 1925, quando un affiatato gruppo di spiriti liberi, accomunati dall’amore per l’arte e la natura, iniziò a riunirsi a Lissone per confrontarsi e condividere idee.

Fu però nel 1934 che questo fermento culturale assunse una forma stabile. Attorno alle figure più rappresentative del gruppo, tra cui il pittore Gino Meloni e lo scultore Felice Ghidotti, nacque infatti la Famiglia Artistica Lissonese, associazione destinata a diventare uno dei principali motori della vita culturale cittadina e a gettare le basi di quello che, negli anni successivi, sarebbe diventato il Premio Lissone.

Fra gli obiettivi della FAL c’era qualcosa di più che organizzare eventi e mostre, l’intenzione infatti era di aprire un dibattito sullo stato dell’arte contemporanea, coinvolgendo anche gli imprenditori del territorio e alcuni tra i più autorevoli critici italiani. In una Lissone già conosciuta per il suo distretto del mobile, l’arte dialogava così con il mondo della manifattura e del design.

La prima edizione del Premio Lissone, fortemente voluta da Gino Meloni e dalla Famiglia Artistica Lissonese, si tenne nel 1946. Una data particolare per la Brianza e l’Italia intera che stava uscendo dalla Seconda guerra mondiale e cercava di ricostruire, assieme a fabbriche, infrastrutture e città, anche la vita culturale del Paese.

Il Premio nacque proprio con questo spirito. Di fatto si trattava di una competizione artistica, un concorso che voleva essere un appuntamento di confronto sulle nuove ricerche dell’arte contemporanea, capace di mettere in dialogo artisti, critici e pubblico.

Foto del Mac di Lissone, museo arte contemporanea, dall'interno

Il sogno di costruire una collezione e l’internazionalità

Fin dalle prime edizioni del Premio, il Comune di Lissone acquisì le opere vincitrici, dando origine a quella collezione che oggi costituisce il nucleo storico del MAC – Museo d’Arte Contemporanea.

La svolta arrivò nel 1952, quando il concorso artistico assunse una dimensione internazionale. A Lissone iniziarono ad arrivare artisti provenienti da tutta Europa, insieme ad alcuni dei più autorevoli critici e storici dell’arte del Novecento. Tra questi figuravano Giulio Carlo Argan, Raffaele De Grada, Marco Valsecchi e Giuseppe Marchiori; negli anni successivi si aggiunsero anche personalità di rilievo europeo come Will Grohmann, Franz Roh e Christian Zervos.

La presenza di figure di questo calibro contribuì a trasformare il Premio Lissone in uno degli appuntamenti artistici più prestigiosi del panorama italiano, tanto da essere spesso accostato, per autorevolezza e risonanza internazionale, alla Biennale di Venezia.

La crisi del Premio Lissone e la nascita del MAC

Dopo circa 20 edizioni consecutive, il Premio Lissone si interruppe nel 1967. Erano gli anni della contestazione studentesca e di profondi cambiamenti sociali dove anche il mondo dell’arte stava cambiando rapidamente.
Il Premio, che fino a quel momento aveva rappresentato uno dei principali luoghi di confronto sull’arte contemporanea, perse spinta.

Fin dalle prime edizioni, il Comune di Lissone aveva acquistato le opere vincitrici, dando vita anno dopo anno, ad una collezione (pubblica) di straordinario valore. Quel patrimonio, custodito per decenni, tornò al centro dell’attenzione negli anni Novanta, quando storici e studiosi ne riconobbero l’importanza artistica e tornarono a parlarne.

Con questa intenzione, dalla volontà di valorizzare la collezione custodita ma non esposta, che nacque il MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, inaugurato nel 2000.
Il museo rappresenta l’evoluzione del Premio Lissone: conserva le opere acquistate tra il 1946 e il 1967 ed è ancora la sede del concorso biennale Premio Lissone.

La mia visita al Premio Lissone 2025

Devo ammetterlo: fino all’edizione del 2025 non avevo mai visitato il MAC. Come molte persone che vivono in Brianza, associavo l’arte contemporanea ai grandi musei di Milano, alle installazioni monumentali e ai grandi eventi internazionali.

Visitando il Premio Lissone ho capito una cosa: l’arte contemporanea non è necessariamente lontana, né così difficile da comprendere come spesso immaginiamo. Ha semplicemente bisogno di essere raccontata.

Durante la visita ho scoperto il significato di opere che, a un primo sguardo, mi erano sembrate quasi fuori luogo in una cittadina come Lissone. Penso alle tele realizzate con il fuoco da Ariel Schlesinger o ai lavori di denuncia sociale di Viola Leddi e Valerio Nicolai, capaci di affrontare temi attuali e complessi che troppo spesso immaginiamo appartenere solo ai grandi centri culturali.

Il Premio Lissone e il MAC sono un’eredità preziosa lasciata da quel gruppo di artisti che, un secolo fa, iniziò a riunirsi a Lissone. Un territorio può diventare un luogo di cultura quando qualcuno sceglie di costruire occasioni di incontro tra opere e persone.

Informazioni per la visita

📍 Dove si trova
Viale Elisa Ancona 6, Lissone (MB), proprio di fronte alla stazione ferroviaria di Lissone-Muggiò

🕒 Orari
Mercoledì, giovedì e venerdì: 16:00 – 19:00
Sabato e domenica: 11:00 – 19:00

🌐​Sito web
Mac – Museo d’Arte Contemporanea

🎟️ Biglietti
L’ingresso al museo è generalmente gratuito. Le visite guidate sono disponibili su prenotazione.

🚆 Come arrivare
Il museo si trova proprio di fronte alla stazione ferroviaria di Lissone-Muggiò ed è facilmente raggiungibile anche in auto dalla SS36 Milano-Lecco.

🏛️ Curiosità
Dal 2025 il MAC fa parte di AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, e rappresenta oggi uno dei principali poli dedicati all’arte contemporanea in Lombardia.

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Informazioni sull'autore
Sono nata e cresciuta in Brianza e da qualche anno ho iniziato a guardare questo territorio con occhi diversi. Briantona nasce dalla curiosità di esplorare luoghi, storie e persone che spesso restano invisibili nella quotidianità della provincia.
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