Se esiste un posto dove vale la pena tornare e ritornare in Brianza, quello è Palazzo Arese Borromeo.
Questa mia convinzione non nasce solo dal valore storico e culturale di tutto ciò che rappresenta il Palazzo, ma anche dal lavoro assiduo di cura e di valorizzazione che il Comune di Cesano Maderno ha portato avanti negli anni, dal restauro fino agli eventi che animano questa bellissima dimora.
Palazzo Arese Borromeo ad oggi è un melting pot culturale per la cittadinanza e per la Brianza circostante, un esempio ben riuscito di adattamento di una così preziosa struttura, oggi adibita a spazio per mostre temporanee come quella del fotografo Mario De Biasi ed altri appuntamenti culturali aperti alla cittadinanza. Un risultato conseguito dall’assiduo impegno dell’Assessora alla Cultura Martina Morazzi grazie alla quale ho visitato il Palazzo per realizzare questo reportage.
Palazzo Arese Borromeo fu la dimora di un uomo togato, Bartolomeo III Arese, che sicuramente voleva fare del Palazzo una dimostrazione inconfutabile della ricchezza e del prestigio della propria famiglia, ma è anche il luogo dove un grande uomo riversò, tramite l’arte dell’affresco, l’amore per la sua famiglia, per la storia e per la cultura come veicolo di valori che vanno ben oltre la ricchezza ed il potere.

La storia del Palazzo: dalle origini ai giorni nostri
Come anticipato nella premessa, Palazzo Arese Borromeo nasce dall’ambizione di un uomo, Bartolomeo III Arese, che a metà Seicento decide di costruire qualcosa che racconti al mondo il potere e la ricchezza della sua famiglia. È lui, tra il 1626 e gli anni successivi, a dare forma all’edificio che vediamo oggi, inglobando corpi di fabbrica più antichi — come la torre ottagonale — in un progetto grandioso.
Bartolomeo III Arese fu uno degli uomini più influenti della Milano spagnola del Seicento, capitano di giustizia, senatore, infine presidente del Senato. Il palazzo di Cesano era il suo rifugio dagli affari di stato, ma anche una vetrina della sua importanza.
Con i discendenti, il palazzo continuò a crescere di prestigio.
Il nipote Carlo IV Borromeo Arese — che unì i due cognomi nel 1704 — fece la carriera di un vero uomo di corte europeo: viceré di Napoli, ministro plenipotenziario alla corte di Vienna. Sotto di lui, Cesano visse probabilmente il suo momento più sfarzoso, ospitando feste che duravano giorni e personaggi come il duca di Parma o principi tedeschi.
Poi, come spesso accade alle grandi dimore nobiliari, arrivò il declino: confische, l’uso delle aree interne come caserma militare e decenni di abbandono.
Nel 1987 il Comune di Cesano Maderno acquistò palazzo e giardino, salvandoli — anche se molti arredi originali sono oggi conservati altrove, all’Isola Madre.

Le meraviglie artistiche: affreschi e opere d’arte
Entrando nel vivo del PAB (Palazzo Arese Borromeo) e di ciò per cui una visita basterà a meravigliarti, è necessario sapere cosa rende questo luogo diverso dalle ville di delizia brianzole.
- Palazzo Arese Borromeo ha un impianto a coorte, molto presente nei palazzi di Milano, un modello architettonico e urbanistico che affonda le sue radici nella tradizione della domus romana.
- Il loggiato posto al primo piano, che conferisce una sensazione di ariosità alla struttura interna del cortile, è una rarità in Lombardia, perché è un assetto tipico delle ville genovesi
- Lo stile architettonico della struttura è il barocco lombardo, che in questo specifico caso specifico appare quasi neutro e austero esternamente e ricco di dettagli e lavorazioni nelle stanze interne
Il piano terra
Al piano terra troverai il vestibolo d’ingresso, uno spazio con il pavimento in pietra pratico e resistente, dove gli ospiti e la famiglia Arese si cambiava d’abito prima di entrare nelle stanze del Palazzo. Proseguendo troverai la stanza dei ritratti della famiglia, copie ben realizzate degli uomini e delle donne che hanno abitato lì.
Potrai notare che le donne indossano abiti nobili, mentre gli uomini della famiglia indossano una toga nera: erano membri illustri dell’amministrazione.
A questo piano troverai anche il ninfeo, una misteriosa stanza dove si dice che Bartolomeo III praticasse l’alchimia, fatta di sassi di fiume bianchi e neri e qualche dettaglio rosso rame.
Questo ambiente era arricchito con dei busti lungo i lati del corridoio e piccoli mobili che servivano per l’otium intellettuale, come la lettura e lo studio.

Tra gli affreschi: dal piano terra al piano superiore
Visitare Palazzo Arese Borromeo significa attraversare un racconto per immagini, sala dopo sala. Ogni ambiente ha il suo tema, mito o morale nascosta e insieme compongono un percorso attraverso amore, potere e destino.
Qui vedremo alcuni dettagli.
Si comincia dalla Sala Neoclassica, adibita a sala da pranzo, il cui affresco richiama il tema dell’umanità come fonte primaria di ispirazione per l’arte.
Si prosegue nella Sala dell’Aurora, dominata dal carro solare di Apollo trainato da quattro cavalli bianchi, mentre l’Aurora sconfigge le tenebre e compare la figura di Prometeo. Alle pareti, i busti dei Cesari vegliano sulla scena, e non manca un ritratto di Giulio II, raffigurato di spalle. È qui che si intrecciano due storie d’amore esemplari: quella di Aurora e Titone, in cui l’amore fondato solo sulla bellezza fisica si scontra con l’inevitabile scorrere del tempo — Titone invecchia, e con lui l’illusione che lo aveva generato; e quella di Semele, ingannata da Giunone e incenerita dai fulmini di Giove quando pretende di vederlo nel suo vero aspetto divino: un monito contro il desiderio di chiedere agli dèi più di quanto sia concesso.

Nella Sala dei Giganti, la potenza di Zeus si scatena in tutta la sua violenza: i suoi fulmini si abbattono sui Giganti, mentre Diana, Ercole e Marte assistono alla scena, quasi spaventati dalla furia dello scontro.
Attraversando la Galleria dei Centauri, corridoio di passaggio verso il giardino, il racconto si sposta sul tema dell’amore nelle sue due facce: da un lato quello puro e nascente, dall’altro quello ingannevole, impersonato dal centauro Nesso — figura nata dall’inganno e generatrice a sua volta di altri inganni.
Nella Sala di Vulcano, il dio del fuoco, precipitato a testa in giù dall’Olimpo, implora pietà a Giove; Venere intercede per lui e chiede perdono per il proprio tradimento, ottenendo la clemenza di Zeus. Non stupisce che in questa sala trovasse un tempo posto un tavolo da biliardo, omaggio alle sottili strategie diplomatiche riservate ai cardinali.
Si chiude, al piano superiore, con la Sala della Monarchia, che rimanda al 1659, anno della fine della Guerra dei Trent’anni: la Spagna esce dal conflitto con una monarchia già in affanno. Qui compare la dea Astrea, portatrice di speranza, insieme al piccolo Giulio, quasi a voler proiettare sul futuro un destino diverso da quello, in declino, della monarchia spagnola.

La Galleria delle Arti Liberali
Salendo al piano nobile, oltre le sale di rappresentanza, si apre la Galleria delle Arti Liberali, il corridoio che introduce agli appartamenti privati di Bartolomeo III Arese e del figlio Giulio II.
Qui trovava un tempo posto una collezione di statue marmoree a soggetto biblico-storico e mitologico, mentre gli affreschi che decorano la volta e le pareti rendono omaggio alle arti liberali attraverso figure allegoriche, ciascuna accompagnata dal personaggio storico che l’ha resa celebre.
Non a caso è considerata una delle bellezze più sorprendenti del percorso, con le sue raffigurazioni di statue dedicate alle arti che sembrano quasi animarsi sulle pareti.
Visite guidate e informazioni pratiche
Orari di apertura del Palazzo
- Sabato e domenica: 10.00-13.00 e 15.00-19.00 (ultimo ingresso 40 minuti prima della chiusura)
- Lunedì-venerdì: 10.00-13.00 e 15.00-18.00
Visite guidate
- Ogni domenica, alle ore 15.00 e alle 16.30 (escluso il mese di agosto)
- Durata: circa 90 minuti
- Per gruppi di 10 o più persone, o per scuole, si possono organizzare visite guidate anche in altri orari, contattando l’ufficio cultura del Comune
Biglietti
- Intero: 5,00 €
- Ridotto (3,00 €): residenti a Cesano Maderno, dipendenti comunali, soci TCI, FAI, ISAL e LIPU, studenti universitari, Igers, under 18 e over 65 anni
- Ingresso gratuito per disabili e accompagnatori, studenti e docenti per visite di studio, accompagnatori di gruppi, scuole del territorio, guide turistiche abilitate, membri ICOM, possessori di Abbonamento Musei
Giardino
- Ingresso libero tutti i giorni dell’anno
- Marzo-ottobre (ora legale): 9.00-19.00
- Novembre-marzo (ora solare): 10.00-17.00
Accessibilità: il Palazzo è accessibile ai disabili tramite ascensore; sono ammessi cani di piccola taglia solo in braccio o nel trasportino (vietati nel giardino storico).
Per la prenotazione ufficiale e gli aggiornamenti più recenti ti lascio i link diretti 👉 orari, biglietti e visite guidate